lunedì 23 marzo 2015

Postkarten Deutschland _ Day 2

"I'm always thinking of creating. My future starts when I wake up in the morning and see the sunlight"
Miles Davis


KATHOLISCHE UNIVERSITATSBIBLIOTHEK - EICHSTATT
Arch. Gunther Behnisch
Team:

Eichstatt é una cittadina universitaria della Baviera. Conta meno di 15.000 abitanti.
Ha un centro storico piccolo, molto curato.

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Ha anche 4 biblioteche importanti, contemporanee, molto ben fatte.
La Teilbibliothek 1, la Teilbibliothek 2 "Aula", la Ehem.Stats-und Biscofliche Seminar Bibliothek e la Katholische Universitatsbibliothek.

Per questo, il Dr. Klaus Kempf, direttore alla Bayerische Bibliothek di Monaco, mi ha presentato Eichstatt come una mecca per chiunque lavori in questo ambito; un contesto nel quale ottimi architetti sono stati messi nelle condizioni di esprimersi al meglio.

Prima di venire qui, conoscevo solo l'ultima, la Katholische Universitatsbibliothek, che é quella che mostro qui a seguire.


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Per la precisione, la conosco dal 1987, quando venne pubblicata su L'Architettura di Bruno Zevi e quello di oggi é stato una specie di pellegrinaggio: ci si sente debitori nei confronti di opere e architetti che ti hanno insegnato qualcosa. Questo é uno di quei progetti che torno a rileggere, ogni volta che ho dubbi sulle direzioni da prendere nella professione.

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E queste sono 5 cose che mi ha insegnato:

1 - Trasparenza, leggerezza e articolazione di un edificio e dello spazio che genera, sono tre componenti determinanti nell'accogliere una persona. Tra "accogliere" e "raccogliere" c'é una differenza determinante: un certo numero di persone si raccolgono in un edificio; raccogliere é un calcolo, un numero.
Per accogliere, invece, occorre sentire e trasmettere ció che si ascolta.

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2 - Luce naturale: lavorata, modulata, filtrata, modificata nell'arco della giornata, ma sempre, ovunque possibile, luce naturale

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3 - Progettare é un atto creativo e deve far stare bene chi lo persegue: deve essere un piacere mettersi con la matita sul foglio o di fronte al computer e cominciare a lavorare. Se non é cosí, allora c'e' qualcosa che non quadra 

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4 - Lascia sempre il progetto aperto a qualunque spunto, interferenza, idea nuova. Lascia anche aperta la porta, per quanto possibile, ad assorbire l'imprevisto, l'errore, la modifica necessaria, senza che questi determinino danni irreversibili alla qualitá del progetto o costringano a lavori folli per porvi rimedio. Al contrario, possono trasformarsi in opportunitá alle quali non avevi pensato.

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5 - Soprattutto: progetta in funzione di chi, volente o nolente, dovrá vivere dentro le tue idee, una volta realizzate; del contesto: urbano o naturale che sia; di chi ci girerá semplicemente intorno: magari non userá l'architettura, ma sará costretto a vederla ogni giorno.
Di piú: crea le premesse migliori affinché gli spazi che lasci possano essere personalizzati, modificati ed interpretati, senza che questo comprometta irrimedibilmente la qualitá del progetto.

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Naturalmente un "winter garden", nel quale studiare mentre fuori nevica

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Ringrazio molto Dr. Gernot Lorenz per avermi descritto e mostrato con passione (e in Italiano) il lavoro svolto in questo splendida architettura dedicata allo studio e alla ricerca.

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venerdì 20 marzo 2015

Postkarten Deutschland _ Day 1

Questa seconda fase del progetto, iniziato nel 2013 in collaborazione con il Goethe-Institut, prosegue la ricerca, l'analisi, il racconto delle principali cittá tedesche, lette attraverso il programma di grande ed articolato sviluppo ed innovazione delle biblioteche in tutto il paese.
I risultati della prima fase vennero presentati nella mostra  "Lire la Ville" lo scorso anno a Lyon in Francia.
Ringrazio, in modo particolare, Christina Hassenau e Claudia Giusto del Goethe-Institut Roma, per il loro preziosissimo e costante contributo.

Il diario di viaggio comincia qui
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Olympiastadion in Munich, Germany

Situated at the heart of the Olympiapark Munchen in northern Munich, the stadium was built as the main venue for the 1972 Summer Olympics, with an original capacity of 80,000 people.


Designed by the German architect Gunther Behnisch and the engineer Frei Otto, the lightweight tent construction of the Olympiastadion was considered revolutionary for its time. included large sweeping canopies of acrylic glass stabilized by steel cables that were used for the first time on a large scale. The idea was to set a counterpart to the 1936 Summer Olympics in Berlin, held during the Nazi regime. The sweeping and transparent canopy was to symbolize the new, democratic and optimistic Germany. 

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Il 9 Marzo scorso é scomparso Frei Otto, il giorno dopo aver saputo di essere stato insignito del Pritzker Prize, il Nobel, nell'ambito dell'architettura, la cui cerimonia ufficiale avverrá il prossimo Maggio a Miami.
Otto era nato nel 1925, mentre Gunther Behnisch, nato nel '22, é scomparso giá nel 2010   

Con queste parole, Lord Peter Palumbo, Chair of the Jury of the PritzkerArchitecture Prize, presenta Frei Otto e la sua opera. Le ultime righe, particolarmente belle, ne fotografano tutto il talento e l'importanza, gli corrispondono e non sono parole dettate dalla circostanza:

"Time waits for no man. If anyone doubts this aphorism, the death yesterday of Frei Otto, a titan of modern architecture, a few weeks short of his 90th birthday, and a few short weeks before his receipt of the Pritzker Architecture Prize in Miami in May, represents a sad and striking example of this truism. His loss will be felt wherever the art of architecture is practiced the world over, for he was a universal citizen; whilst his influence will continue to gather momentum by those who are aware of it, and equally, by those who are not.
Frei stands for Freedom, as free and as liberating as a bird in flight, swooping and soaring in elegant and joyful arcs, unrestrained by the dogma of the past, and as compelling in its economy of line and in the improbability of its engineering as it is possible to imagine, giving the marriage of form and function the invisibility of the air we breathe, and the beauty we see in Nature."    

Nei giorni scorsi, sono arrivato a Monaco, dove non ero ancora mai stato e non potevo non cominciare dall'Olympiastadion Park che per me rappresenta una delle migliori espressioni dell'architettura dell'ultimo secolo.

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Frei Otto era cresciuto a Berlino e cominció a studiare architettura prima di essere arruolato nel '43, a 18 anni, come pilota della Luftwaffe nazista.
Cerco di ricordare cosa stessi facendo io a 18 anni. 
E’ stato catturato nel 1945 ed imprigionato per due anni in un campo POW (prisoniers-of-war) a Chartres, in Francia, dove ha svolto successivamente il ruolo di architetto del campo. 
Questa esperienza lo portó ad un interesse precoce nei confronti delle strutture leggere, a carattere temporaneo, realizzate con materiali ridotti all'essenziale. 

Dopo la guerra e la sua liberazione nel '47, ha ripreso gli studi e, vincendo una borsa di studio, ha potuto intraprendere un viaggio in America a visitare le opere di Wright, Saarinn, Neutra, Eames.

Si é laureato in architettura nel '52, a 27 anni. Poi ha ripreso gli studi per un dottorato in ingegneria civile completato nel 1954 con la tesi "The Suspended Roof, Form and Structure" che sarebbe stata successivamente tradotta in tre lingue.

Nel 1947 Berlino era questa: 






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"Whereas in my youth I made models of classic fighter aircraft, Frei Otto spent his late teens as a pilot actually flying them in action" - Norman Foster in a speech to mark Otto's 80th birthday

"Spiders’ webs and soap bubbles proved a greater inspiration for this pioneering architect-engineer than the corpulant Nazi buildings of his childhood" - bdonline.co.uk

"After the war, I [wanted] to find a new way in the future to make a real revolution in architecture, remaking Germany as a peaceful country"  - F. Otto, BBC's Culture Show 2014

"He was a step ahead in pioneering computer-based procedures to determine the shape and behaviour of complex tensile shapes; and he was equally far sighted in seeking structural lessons from biological structures and grid shells" - Norman Foster

"Frei", in tedesco vuol dire "libero"


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Gunther Behnisch nacque vicino Dresda. Suo padre, un maesto elementare di idee social democratiche, venne arrestato nel '33 dal governo nazista, licenziato e trasferito a Chemnitz.
La figura e gli ideali di suo padre, assieme alla crisi sociale, politica ed economica di quegli anni, furono le componenti che lasciarono maggiormente il segno sul giovane Gunther.
Nel '39, all'eta' di 17 anni, Gunther Behnisch si arruolo' come volontario in marina: un'alternativa meno gravosa del servizio di lavoro obligatorio o dell'arruolamento.
Divenne ufficiale sommergibilista U-Boat, tra il Baltico ed il Mediterraneo e nel 1944, a 22 anni, fu promosso a comandante di sommergibile: uno dei piu' giovani comandanti U-Boat in Germania.
Continuo a pensare a cosa mi passava per la testa nei miei 22 anni.
Alla fine della guerra, arrese il suo sommergibile in Norvegia, all'Inghilterra, e venne imprigionato per due anni in un campo POV in Scozia.
Dopo la guerra, nel 1947 si iscrisse ad architettura a Stoccarda ed apr'i il proprio studio nel 1952: aveva 30 anni.

To be continued.

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mercoledì 11 febbraio 2015

ITHACA

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When you set out on your journey to Ithaca,
pray that the road is long,
full of adventure, full of knowledge.
The Lestrygonians and the Cyclops,
the angry Poseidon- do not fear them:
You will never find such as these on your path
if your thoughts remain lofty, if a fine
emotion touches your spirit and your body.
The Lestrygonians and the Cyclops,
the fierce Poseidon you will never encounter,
if you do not carry them within your soul,
if your heart does not set them up before you.

Pray that the road is long.
That the summer mornings are many, when,
With such pleasure, with such joy
you will encounter ports seen for the first time;
stop at Phoenician markets,
and purchase find merchandise,
mother-of-pearl and coral, amber and ebony,
and sensual perfumes of all kinds,
as many sensual perfumes as you can;
visit many Egyptian cities,
to learn and learn from scholars.

Always keep Ithaca in your mind.
To arrive there is your ultimate goal.
But do not hurry the voyage at all.
It is better to let it last for many years;
and to anchor at the island when you are old,
rich with all you have gained on the way,
not expecting that Ithaca will offer you riches.

Ithaca has given you the beautiful voyage.
Without her you would never have set out on the road.
She has nothing more to give you.
And if you find her poor, Ithaca has not deceived you.
Wise as you have become, with so much experience,
you must already have understood what Ithacas mean. 

"Ithaca" - Konstantinos Petrou Kavafis


F. Barilari - Moving to Koufunissi

F. Barilari - Naxos

Sempre sulla Grecia, su ció che le dobbiamo e su quello che rischiamo di perdere

lunedì 2 febbraio 2015

50 Consejos

Su ARCHDAILY 28.11.2014 - 50 Consigli per gli studenti di architettura. 
#9: Disegna
#10: Sul serio, esci e vai a disegnare.

Imagen base © Fabio Barilari. Image

sabato 31 gennaio 2015

Samuel Mockbee, an Architecture of Decency

Samuel “Sambo” Mockbee (12/23/1944 – 12/30/2001) dedicated his life, as a teacher and as an architect, to creating architecture that not only elevated the living standards of the rural poor but also provided “shelter for the soul.”

Mockbee on Sketching from SamuelMockbee.net on Vimeo.

Ho scoperto l'opera di "Sambo" e del suo Rural Studio su un numero di AD del 1998, intitolato "The Everyday and Architecture". Da allora ho una mia personale idea, che ogni scuola di architettura dovrebbe avere un corso - anche di poche ore, ma obbligatorio per ogni studente - sul loro lavoro.
Il contributo di Mockbee all’architettura e’ stato lo sviluppo di un metodo prima ancora che di uno stile o di una forma.
Per questo, i due progetti che pubblico, rappresentano due fasi diverse: la Glass Chapel, venne realizzato quando Mockbee era ancora in vita, il secondo, la Lucy Carpet House, é stato invece sviluppato dalla sua scuola.
La sua/loro architettura, non nasce per durare nei secoli, ma per accogliere nel quotidiano.

The Glass Chapel - Mason's Bend community center, 2000
On a central site in Mason's Bend, the Glass Chapel serves as a transportation stop, community gathering space, chapel for the local choral group, and distribution center for children's summer school meals. 
Car windows salvaged from a Chicago scrap yard provide striking roofing material on the north side atop rammed earth walls. 
Anderson Harris, owner of the ButterflyHouse, donated the land for the center and before his recent death tended to its garden.
PROJECT TEAM
Forrest Fulton, Adam Gerndt, Dale Rush, Jon Shumann


Sponsored by Interface, the world's largest manufacturer of carpet tiles, the challenge was to use worn carpet tiles in the construction of a house for the Harris family. The house walls contain 72,000 individual stacked tiles held in compression by a heavy wooden ring-beam. The tiles were held in storage for 7 years to ensure they no longer off-gassed. The tower form contains a bedroom above and tornado shelter below.
PROJECT TEAM
Floris Keverling Buisman, Ben Cannard, Phillip Crosscup, Kerry Larkin, Marie Richard, James Michael Tate, Keith Zawistowski.


RURAL STUDIO è uno studio di progettazione/costruzione architettonica della Auburn University la cui missione principale è trasmettere la responsabilità sociale della professione in stretta correlazione con le esigenze di sicurezza, stato dell'arte ed ispirazione locale, in case ed edifici per le comunità rurali più povere dell'ovest dell' Alabama, una zona della cosiddetta Black Belt.
Fu fondato nel 1993 dagli architetti Samuel Mockbee e D.K. Ruth.
Ogni anno vengono realizzati 5 o più progetti, seguiti da studenti, in gruppi da 3-5. Rural Studio ha costruito più di 80 alloggi e strutture pubbliche nelle contee di Hale, Perry e Marengo. La sede del Rural Studio si trova a Newbern.
I materiali impiegati sono di riuso, di scarto, a basso costo, fra i più diversi: copertoni utilizzati come casseforma, riempiti di sabbia e saldati con cemento, scarti di linoleum, finestrini di macchine demolite, cartoni da riciclo pressati.

Yansey Chapel

Shiles House

Lyon's Park Playscape

”For me, it’s the act of drawing that allows the hand to come into accord with the heart”
S. Mockbee

mercoledì 14 gennaio 2015

SUMMING UP

Interno 14: "SUMMING UP" di Fabio Barilari
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Interno 14: "SUMMING UP" di Fabio Barilari

21 Gennaio 2015 h 18:30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma
Comunicato Stampa 14 Gennaio 2015

Il giorno 21 Gennaio 2015 ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “SUMMING UP” di Fabio Barilari.

SUMMING UP ha l’intento di fare il punto e riassumere gli ultimi 10-15 anni di lavoro diFabio Barilari: architettura, pittura, disegno, illustrazione, ricerca, computer, viaggi.

I prefer drawing to talking. Drawing is faster, allowing less room for lies - Le Corbusier
….Forse, se devo trovare un filo conduttore, questo è il disegno - il disegno a mano intendo - assieme all’immagine che materializza dal nulla. 
Ho sempre disegnato, da che ricordo: Per me è più facile e completo e ricco del parlare. Questo vuol dire che il disegno è una forma di espressione primaria, come la parola o il gesto.” (Fabio Barilari)

La mostra e molti dei lavori di architettura presentati sono realizzati grazie al contributo diAlessio Barilari, Olsi Dani, Cecilia De Donnantonio e Barbara Savignano e ad altri che hanno collaborato negli anni con Barilari Architetti, in particolare K. Natan, V. Sanchez, E. Mattiucci, F. Schingo, A. Di Salvo, R. Macchi , A. Vitiello.


Maggiori info:
SUMMING UP di Fabio Barilari
Interno 14 è a Roma in Via Carlo Alberto 63. 

L'iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell'associazione.

L'evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail auffstampaaiac@presstletter.com



UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventiwww.presstletter.com

ABOUT AIAC

L’Associazione Italiana di Architettura e Critica e’ nata nel gennaio 2010; ha sede in Roma, in Via Carlo Alberto 63. L’Associazione ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.  www.architetturaecritica.it

lunedì 15 dicembre 2014

Shelter Home

Architect: A21 Studio 
Location: Nha Trang, Khánh Hoa, Vietnam


This house, known as The Tent because of its shape, was built using local techniques and is self-supporting. The tropical climate and isolated situation on a sheltered mountain slope make spatial delimitations practically superfluous.




The Tent stands on the incline of a craggy mountain, directly above a river. The house faces west, meaning that protection from the extreme heat was a primary task in designing the roof. On the slope side, the roof descends to ground level: it opens to the sides, towards the river valley. On the valley side, it touches down only at two corner points. The raised roof edges allow a view of the river and the city centre opposite. At the same time, the wind comes up from the water, flows under the building’s shell and helps cool the house.

The bedroom is the only area that has been equipped with walls. Wood-framed glass elements protect guests from nocturnal drafts. In front of the private living area, a net spreads into the gallery space and can be used as a hammock above the water of the swimming pool.


The structure is made of traditional building techniques, local materials and antique tiles.
The 10 X 25 cm wooden joists enable a span of eleven metres. Mortise-and-tenon joints were used as a traditional building method. The building’s cover comprises three layers: two-centimetre wooden planks, a waterproof membrane and a 30-centimetre insulating layer of coconut leaves. 



mercoledì 10 dicembre 2014

The unsettling beauty of creativity # 01

TOMÁS SARACENO 

(1973 - Tucumán, Argentina)
Education: Postgraduate in Art & Architecture, Staatliche Hochschule für Bildende Kunst, Frankfurt, Germany
Postgraduate in Art & Architecture, Escuela Superior de bellas Ares de la Nación Ernesto de la Carcova, Buenos Aires,
UBA- Degree Architect, Universidad Nacional de Buenos Aires, Argentina, 1999


From ''The Creators Project''

Argentinian artist Tomás Saraceno is known for his fantastic sculptures and installations that merge art, architecture, and science. Saraceno's work draws on his training as an architect, exploring materials, man-made and natural structures, and the potential for a space. His spectacular works are dreamy and experimental, compelling viewers to re-imagine the world and its possibilities.
Saraceno is the winner of the Calder Prize and was artist-in-residence at the International Space Studies Program of NASA in summer 2009. In 2012, has constructed installation Cloud City for the roof of the Metropolitan Museum of Art in New York, creating a complex network of transparent and reflective planes that disrupted the space while heightening the elements around it - the viewers, the sky, and Central Park.




 

Beyond this all too immediate aesthetic impression of a technological reconstruction of nature’s magisterial beauty, Saraceno is operating more metaphorically.
(his projects) are intended as an exegesis of Air-Port-Cities, which Saraceno outlined in an interview with Hans Ulrich Obrist as: ‘a flying airport […] This structure seeks to challenge today’s political, social, cultural and military restrictions in an attempt to re-establish new concepts of synergy. 
Up in the sky there will be this cloud, a habitable platform that floats in the air, changing form and merging with other platforms just as clouds do. 
It will fly through the atmosphere pushed by the winds, both local and global, in an attempt to equalize the (social) temperature and differences in pressure.’